Emozioni e linguaggio

Emozioni e linguaggioÈ possibile, scrive Panksepp, «evocare pattern distinti di azioni emotive stimolando regioni specifiche del cervello degli animali e […] ognuna delle emozioni di processo primario così evocata è accompagnata da stati affettivi negativi o positivi che possono essere monitorati in maniera oggettiva mediante compiti di apprendimento, senza che si rendano necessari resoconti verbali» (J. Panksepp, L. Biven, 2010, p. 51). Gli affetti non sono attitudini proposizionali derivate da valutazioni emotive. Difatti, il linguaggio non è il segno distintivo dell’affetto e non lo è non solo perché spesso nel parlare delle emozioni in modo scientifico si è incorso in contraddizioni e incomprensioni; il linguaggio non è il segno distintivo dell’affetto soprattutto perché non riesce a spiegare le esperienze primarie e, come esempio, Panksepp cita l’esperienza del “rosso”: «”rosso” non ha alcun significato intrinseco, l’esperienza del rosso sì» e le parole non sarebbero mai in grado di spiegare «l’esperienza del vedere il colore rosso a qualcuno che è cieco», perché l’esperienza del rosso è un’esperienza primaria, che viene prima del concetto e non richiede l’intelligenza concettuale; le parole possono solo esprimerla in simboli ed etichette (Ivi, p. 35). Allo stesso modo, le parole non possono nemmeno descrivere gli affetti primari che sono, anch’esse, esperienze originate da antiche capacità pre-linguistiche. Un’ulteriore prova viene offerta dai casi degli afasici globali: soggetti in cui tutte le facoltà linguistiche sono compromesse, quindi non sono in grado di dire o comprendere il linguaggio, ma presentano una reattività emotiva normale. I sentimenti emotivi sono, pertanto, giudizi rapidi di azione che non richiedono una formulazione in termini linguistico-cognitivi per essere esperiti. Le parole sono solo etichette e non possono da sole spiegare l’esperienza percettiva primaria.


Bibliografia:

  • Panksepp J., 1998, Affective Neuroscience: The Foundations of Human and Animal Emotions, Oxford University Press.
  • Panksepp J., 2008b, The power of the word may reside in the power of affect, in «Integrative Physiological and Behavioral Science», 42, pp. 47-55.
  • Panksepp J., Biven L., 2012, The Archeology of Mind. Neuroevolutionary Origins Of Human Emotions, New York, W.W. Norton & Company (tr. it. Archeologia della mente. Origini neuroevolutive delle emozioni umane, Milano, Cortina, 2014).

Tomas CiprianiIl sito è stato creato ed è gestito, nei contenuti e nella parte grafica, da Tomas Cipriani, laureato in filosofia morale alla Sapienza di Roma e appassionato di neuroscienze e neurofilosofia.

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