La lumaca di mare e i comportamenti spontanei

Aplysia californicaPanksepp studia i sistemi operativi in un animale modello: l’aplysia californica, una lumaca di mare con un sistema nervoso semplice, composto da circa 22.000 cellule nervose, al centro di molti studi di laboratorio volti alla comprensione delle precise dinamiche neurali coinvolte nell’apprendimento e nella memoria.
Nonostante la sua semplicità, infatti, l’aplysia californica ha permesso una comprensione preliminare di diverse forme di apprendimento.
Gli studi su questo animale hanno fornito una comprensione di come il condizionamento classico sia generato in un sistema nervoso. Il condizionamento prevede la presentazione di uno stimolo condizionato (CS), che può essere un suono o una luce, seguito da uno stimolo incondizionato (UCS), che può essere una ricompensa o una punizione. In seguito alla concomitanza degli stimoli, l’animale arriva a presentare per lo stimolo condizionato la stessa reazione che ha precedentemente solo di fronte allo stimolo incondizionato (J. Panksepp, L. Biven, 2012, p. 245).
Molti ricercatori si sono chiesti se gli animali siano in grado di mostrare comportamenti strumentali e se siano capaci di acquisire nuove reazioni per ottenere delle ricompense ed evitare delle punizioni. Tale processo è quel che si chiama condizionamento strumentale, che avviene quando un animale mostra modifiche comportamentali “intenzionali” per ottenere cambiamenti nel suo ambiente.
I primi studi sull’aplysia californica sembravano mostrare che l’animale non fosse in grado di fare nulla di tutto ciò che gli veniva richiesto, e che pur sarebbe stato in grado di compiere, per essere ricompensato. Questo insuccesso era dovuto, afferma Panksepp, al fatto che non si è riconosciuto che un animale come l’aplysia californica viene al mondo con un repertorio di comportamenti spontanei, sedimentato lungo l’evoluzione, i quali possono essere modificati mediante il condizionamento. Quindi è solo tenendo in considerazione le tendenze istintive degli animali che si può ottenere il successo di un condizionamento, anche con un animale che aveva mostrato un comportamento inflessibile, come la lumaca marina. Nel caso specifico, la risposta condizionata si è ottenuta tenendo presente la sua sensibilità alla luce e i suoi spontanei movimenti ondulatori.
Con l’aplysia californica, Panksepp sottolinea un punto importante dei suoi studi, e cioè che gli animali hanno «generatori di comportamenti endogeni che li rendono creature spontaneamente attive nel loro ambiente» (J. Panksepp, 1998, p. 37). Si passa dalla ricerca di come i sistemi di “ricompensa e punizione” promuovano cambiamenti comportamentali appresi, alla ricerca di come i circuiti non-condizionati di stimolo e risposta influenzino i cambiamenti comportamentali appresi, dal momento che «tutti i mammiferi, in verità tutti gli organismi, vengono al mondo con una varietà di abilità che non richiedono un apprendimento precedente ma che permettono l’occorrenza di immediate opportunità di apprendimento» (Ivi, p. 25).


Bibliografia:

  • Panksepp J., 1998, Affective Neuroscience: The Foundations of Human and Animal Emotions, Oxford University Press.
  • Panksepp J., Biven L., 2012, The Archeology of Mind. Neuroevolutionary Origins Of Human Emotions, New York, W.W. Norton & Company (tr. it. Archeologia della mente. Origini neuroevolutive delle emozioni umane, Milano, Cortina, 2014).

Tomas CiprianiIl sito è stato creato ed è gestito, nei contenuti e nella parte grafica, da Tomas Cipriani, laureato in filosofia morale alla Sapienza di Roma e appassionato di neuroscienze e neurofilosofia.

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